13 Maggio 2021
TRA CINGHIALI, LUPI E DAINI E’ NECESSARIO INTERVENIRE PER CONTENERE I NUMERI

E’ impensabile non riconoscere la gravità della situazione ambientale e sociale.

Dai cinghiali che scorrazzano tranquillamente anche presso la zona dell’Ospedale San Martino di Genova, al lupo che continua ad avvicinarsi ai centri abitati decimando gli animali della fattoria fino al daino che arriva persino alle foci dei fiumi: è fuori controllo la crescita degli animali selvatici in provincia di Genova e serve agire con urgenza per contenere i numeri per risolvere, una volta per tutte, il problema. È l’allarme di Coldiretti Genova nel constatare che neppure nell’ultima campagna, come accade ormai da troppi anni, gli ambiti territoriali di caccia della provincia genovese si sono avvicinati al contingente dei 7819 cinghiali; i capi abbattuti sono stati appena il 58%.

 “Alla luce dei fatti – affermano il Presidente di Coldiretti Genova Luca Dalpian e il Direttore Francesco Goffredo – che documentano ormai una totale saturazione territoriale di cinghiali e fauna selvatica, non si può far finta che il problema non esista come purtroppo è stato recentemente affermato dal Sindaco di Isola del Cantone Natale Gatto. I problemi saranno anche le volpi per i piccoli animali della fattoria ma le carcasse che i nostri imprenditori trovano sui terreni non derivano certo da attacchi di volpi e faine.  Inoltre per le strade e nelle città non è un evento raro ormai trovarsi faccia a faccia con uno o più esemplari di cinghiale, che scorrazzano indisturbati partendo proprio dal capoluogo regionale. In campagna, è un continuo susseguirsi di segnalazioni, partendo dalle colture che vengono completamente distrutte dal passaggio degli animali, mentre appezzamenti di terreno vengono scavati e solcati in modo irrimediabile, muretti a secco danneggiati e in alcuni casi rasi al suolo, boschi devastati, strade consortili e mulattiere rese impercorribili, mentre appunto il lupo continua a decimare pecore, vitelli e altri animali della fattorie. A rischio ora c’è la sicurezza ambientale, stradale oltre a quella degli animali stessi dato che un così alto numero di esemplari rischia di far insorgere pericolose epizoozie: occorre andare oltre le modalità fino ad oggi adottate, considerando che in oltre trent’anni di denunce, non è stato possibile raggiungere i risultati attesi. È necessario tutelare l’intera società – concludono Dalpian e Goffredo – e tra le proposte che come Coldiretti abbiamo più volte avanzato per cercare di contenere e risolvere il problema, ribadiamo l’importanza di portare avanti la sperimentazione per la sterilizzazione temporanea degli animali, rivedere il sistema di contenimento selettivo, incentivare l’uso delle gabbie di cattura, semplificare le norme vigente in materia di autodifesa del suolo, incentivare la pulizia e la coltivazione dei terreni incolti, veri e propri polmoni di accrescimento ecc…